Serata all’insegna della
Premiata ditta Branduardi – Guaitamacchi… un po’ come la Premiata (Forneria
Marconi) con la quale Angelo ha raccontato di avere lavorato e di cui il
buon Guaitamacchi ha corretto il nome in PFM a beneficio di chi, avendo
meno di 50 anni, non poteva capire di cosa si trattasse. Ma andiamo con
ordine…
A Carmagnola, cittadina piemontese capitale del
peperone, si tiene “la
terza edizione di Rock Files, la manifestazione voluta dall’assessorato
alla Cultura del Comune di Carmagnola, che negli scorsi anni ha portato
nomi di spicco della musica leggera made
in Italy a
esibirsi sul palco della Trattoria della Vigna di via San Francesco di
Sales 188. Curato da Ezio Guaitamacchi, direttore del mensile «Jam»,
redattore di Life Gate Radio e autore del libro 1000
canzoni che ci hanno cambiato la vita (Rizzoli,
2009), il cartellone prevede, quest’anno, le esibizioni di Roberto
Vecchioni (29
gennaio), Giorgio
Conte (12
febbraio), Angelo
Branduardi (26
febbraio), Gianmaria
Testa (2
marzo) e Paola
Turci (12
marzo)” (quotidiano online PAGINA DI MONCALIERI del 22/01/2010).
Nella
cornice della sala della trattoria, seduti alle grandi tavole imbandite
degustando il piatto rock, risotto con speck e radicchio innaffiato da
uno degli ottimi vini piemontesi, i fortunati che sono riusciti a
prenotarsi per tempo si godono una serata “intima”, informale, a
distanza ravvicinata con uno degli artisti di sopra. Ieri era la sera di
Angelo Branduardi. Tra lui ed Ezio c’è un feeling speciale, il dialogo è
tutto giocato sullo scherzo anche quando si parla di cose serie per cui
anche temi da musicologi, come quando ha spiegato la struttura della
melodia della Fiera dell’est, balcanica e occidentale in una parte,
primitiva (solo due note) nell’altra, quella elencativa… e venne il
gatto / che si mangiò il topo, ecc… . Angelo ha spiegato di aver
sostituito il capretto della canzone ebraica originale, che aveva
sentito da piccolo da sua mamma, con un topolino perché non era mai
riuscito a capire come facesse il gatto a mangiarsi il capretto… cosa
che, devo confessare, mi sono chiesta anch’io quando ho scoperto la
fonte di questa filastrocca. Si è tornati ancora alla Fiera dell’est
quando Guaitamacchi gli ha chiesto di quale tra le cose che ha fatto è
più orgoglioso…. Angelo prima ha sviato il discorso raccontando un
aneddoto, poi ha chiesto la domanda di riserva, ma alla fine ha ammesso
di essere fiero del fatto che i bambini che alla scuola elementare o
materna imparano Alla fiera dell’est non conoscono il nome di
Branduardi, ma il topolino se lo ricordano tutti, e allora la canzone
non è più dell’artista che l’ha creata, ma diventa patrimonio popolare.
Tutta la
prima parte della serata è stata dedicata ai ricordi e agli aneddoti… i
primi passi della carriera musicale di Angelo, in cui faceva da spalla
ai gruppi progressive dell’epoca… Il rovescio della medaglia, Un
biglietto per l’inferno, ma anche Le Orme , il Banco del Mutuo
Soccorso, di cui ha prodotto e scritto gli arrangiamenti per,
l’album strumentale “Di Terra”, la Premiata, appunto… e poi i
primi concerti con David Zard, che ha creduto in lui e nella sua musica,
con uno staff di borgatari dai nomi molto fantasiosi (er Negro, er
Pentola, suo fratello er Pentolino, er Cipolla…) e dai modi molto
sbrigativi. E, indovinate un po’ a chi dobbiamo il successo della Fiera
dell’est ? alla disco music di Gloria Gaynor che Zard stava portando in
tournée in quel periodo e con i proventi della quale riusciva a pagare i
musicisti e i tecnici che lavoravano per Angelo, i quali non si fidavano
e volevano essere pagati immediatamente.
La
chiacchierata continua con gli idoli di Angelo, Cat Stevens in cima a
tutti, e poi Bob Dylan e Donovan. Angelo ha raccontato che una volta,
tramite David Zard, aveva avuto l’opportunità di cenare con Bob Dylan,
ma, dopo l’entusiasmo iniziale, ha deciso di non volere conoscere l’uomo
per non perdere l’idea, mitica, che aveva dell’artista. “Non volevo
vederlo mettersi le dita nel naso, per me era un idolo, arrivavo a
pensare che lui, come la regina Elisabetta, non andasse neanche in
bagno”. Un’eccezione l’avrebbe fatta per Cat Stevens, che sarebbe stato
e sarebbe ancora, molto contento di conoscere personalmente perché
“sono convinto che io e lui abbiamo almeno l’80% in comune”.
Alla domanda
se si sentisse un artista di nicchia ha ricordato “gli amici, alcuni dei
quali sono qui questa sera, che mi seguono senza essere eccessivi, con
affetto… lo zoccolo duro…”, un riconoscimento personale del quale noi
presenti siamo state orgogliose (e che ci ha permesso di passare dal
fondo della seconda sala alle sedie immediatamente vicine al palco … un
cameriere è venuto a chiamarci per farci cambiare posto all’inizio dello
“spettacolo”… grazie Angelo...). Ezio ha scherzato sul fatto che fossimo
tutte donne e lui parlasse sempre di zoccolo duro e Angelo ha replicato
che al femminile non stava tanto bene! Menomale….
E poi la
parte musicale… voce e chitarra per una “Confessioni di un malandrino”
da brividi, “La luna”, “Tango”, il tributo a Yeats con “La canzone di
Aengus il vagabondo” e, per finire, un’altra canzone d’amore, O’ sole
mio, canzone napoletana composta ad Odessa, cantata sottovoce, per non
straziare le orecchie dell’amata. Ma non poteva mancare il violino e,
per l'occasione, Angelo ha portato il suo strumento più bello, lo
Steiner del ' 700 (vedi
foto). Ha detto di essere fuori esercizio con quel
violino e, dopo, di aver suonato male, ma a giudicare dall'emozione che
si respirava nella sala, questa volta non gli crediamo!
La serata è
finita, andiamo a salutarlo un attimo, ne approfitto per guardare da
vicino l’orologione di cuoio, bellissimo, che gli pende dalla cintura
dei pantaloni. E’ svizzero e si legge al contrario e ormai non ne fanno
più. Un’ultima battuta sui suoi rapporti (passati) col gentil sesso, “le
ho amate molto (le donne), ma che rimanga qui, che non esca dall’Europa!