Padova, due
anni dopo. Ancora la stessa piazza antistante la splendida basilica di
Sant’Antonio, unica differenza il tempo, ha diluviato fino al primo
pomeriggio mentre l’altra volta c’era il sole, ma il Signore ha ascoltato le
preghiere dei frati francescani per la riuscita dell’evento
“Semplicemente fratelli” e quando siamo arrivati in città, intorno alle
quattro, aveva appena smesso di piovere. Quello di stasera è per me un
appuntamento con Angelo molto particolare, infatti non ci vado come di
solito in compagnia di altri appassionati, ma di due pellegrine incontrate
sul Cammino di Santiago nel 2006, Clara e Vera, e di due loro amici. Sanno
del mio amore per la musica di Branduardi, anche se non la conoscono molto
(appartengono alla generazione “rovinata” alle elementari dalla Fiera
dell’est e infatti sono diventate fan di Vasco Rossi… la teoria di Angelo
non fa una grinza) e da un po’ progettavamo di andare insieme a un concerto.
Giungiamo
in piazza mentre ferve il montaggio del palco, avvisto un indaffaratissimo
Gianluca che, sempre gentilissimo, ci riserva i posti, andiamo a visitare la
Basilica, c’è la Messa e loro decidono di fermarsi mentre io esco a fare due
passi e, sul fondo della piazza, mi imbatto proprio in Angelo. Ci salutiamo,
mi racconta di problemi alla spalla dovuti alla posizione in cui si suona il
violino, mi dice cosa farà nell’ambito di questa manifestazione francescana,
ovviamente, alcuni brani dell’Infinitamente piccolo e poi una seconda parte
che inizierà con il Ballo in fa diesis. Gli dico dei miei amici, del
loro desiderio di conoscerlo, e lui mi segue in chiesa dove loro occupavano
una panca nell’ultima fila. C’era la Messa, per cui tutto si è limitato a un
veloce saluto e una stretta di mano, ma potete immaginarvi la loro sorpresa!
Sorpresa
che si ripeterà quando lo vedono sul palco, loro si immaginavano un anziano
signore serioso e una musica delicatamente noiosa e si sono ritrovati
travolti dall’energia di Angelo e della band, hanno cantato, battuto le mani
e sono stati loro a chiedere il bis della fiera dell’est… e Angelo non ha
perso l’occasione per consigliare il solito “bravo psichiatra”.
Come
preannunciato, la prima parte dell’esibizione di Branduardi è stata
imperniata sulle canzoni tratte dalle fonti francescane, una curiosità: tra
il pubblico era presente padre Paolo Fiasconaro, spero di ricordarmi bene il
nome, l’ "istigatore" del progetto dell’Infinitamente piccolo. C’è stato poi
un lungo intermezzo in cui il presentatore, Fabrizio Gatta, ha illustrato il
progetto, anzi i progetti francescani a favore dei terremotati dell’Abruzzo,
c’è stata la testimonianza di una coppia di francescani secolari siciliani
intervenuti con i loro tre bambini… Angelo se ne stava ad ascoltare in
compagnia di Amedeo Minghi, che si era esibito prima di lui, quando il
conduttore ha detto: “Chiamiamo adesso i nostri due artisti” al che lui ha
risposto:”Siamo già qui… pur dormendo, all’erta stiamo!”, suscitando
una volta di più l’ilarità del pubblico con una battuta assolutamente non
preparata che a me ha ricordato le risposte che Grunf dava al Numero Uno
quando rimproverava i membri del gruppo TNT di scarsa attenzione ai suoi
excursus nella storia … (qualcuno si ricorda Alan Ford?) Chissà se quella di
Angelo era una citazione…
E
finalmente la seconda parte! Si inizia con Ballo in fa diesis, poi
una Cogli la prima mela come non l’avevo mai sentita, due chitarre,
la sua e quella di Ascolese, invece dell’introduzione con il violino, poi
Vanità di vanità, Alla fiera dell’est, cantata ormai come da tradizione
dal pubblico, una bellissima I Santi, e infine, come ultimo bis,
Tango, canzone d’amore malinconica, "ma l’amore è felice… è quello
che ci vuole data l’ora, favorisce il sonno e non ha effetti collaterali…"
Che si stempera nel finale in O’ sole mio.
Pubblico
entusiasta. Mentre aspettiamo Angelo per un ultimo saluto e per la foto
ricordo che i miei amici pretendono, una signora mi chiede: “Siete qui anche
voi per il riccioluto? Per Amedeo no?” Io non stravedo per Minghi, ma cerco
di essere diplomatica e lei mi confessa di essere venuta per Minghi, come
molte delle donne presenti, ma di avere preferito di gran lunga Branduardi
che non conosceva quasi per niente. “Quando la musica ti prende così, ti
piace subito, vuol dire che l’artista è un grande”
Grande
Angelo!