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Padova, 29 maggio 2010

 

Padova, due anni dopo. Ancora la stessa piazza antistante la splendida basilica di Sant’Antonio, unica differenza il tempo, ha diluviato fino al primo pomeriggio mentre l’altra volta c’era il sole, ma il Signore ha ascoltato le preghiere dei frati francescani per la riuscita dell’evento “Semplicemente fratelli” e quando siamo arrivati in città, intorno alle quattro, aveva appena smesso di piovere. Quello di stasera è per me un appuntamento con Angelo molto particolare, infatti non ci vado come di solito in compagnia di altri appassionati, ma di due pellegrine incontrate sul Cammino di Santiago nel 2006, Clara e Vera, e di due loro amici. Sanno del mio amore per la musica di Branduardi, anche se non la conoscono molto (appartengono alla generazione “rovinata” alle elementari dalla Fiera dell’est e infatti sono diventate fan di Vasco Rossi… la teoria di Angelo non fa una grinza) e da un po’ progettavamo di andare insieme a un concerto.

Giungiamo in piazza mentre ferve il montaggio del palco, avvisto un indaffaratissimo Gianluca che, sempre gentilissimo, ci riserva i posti, andiamo a visitare la Basilica, c’è la Messa e loro decidono di fermarsi mentre io esco a fare due passi e, sul fondo della piazza, mi imbatto proprio in Angelo. Ci salutiamo, mi racconta di problemi alla spalla dovuti alla posizione in cui si suona il violino, mi dice cosa farà nell’ambito di questa manifestazione francescana, ovviamente, alcuni brani dell’Infinitamente piccolo e poi una seconda parte che inizierà con il Ballo in fa diesis. Gli dico dei miei amici, del loro desiderio di conoscerlo, e lui mi segue in chiesa dove loro occupavano una panca nell’ultima fila. C’era la Messa, per cui tutto si è limitato a un veloce saluto e una stretta di mano, ma potete immaginarvi la loro sorpresa!

Sorpresa che si ripeterà quando lo vedono sul palco, loro si immaginavano un anziano signore serioso e una musica delicatamente noiosa e si sono ritrovati travolti dall’energia di Angelo e della band, hanno cantato, battuto le mani e sono stati loro a chiedere il bis della fiera dell’est… e Angelo non ha perso l’occasione per consigliare il solito “bravo psichiatra”.

Come preannunciato, la prima parte dell’esibizione di Branduardi è stata imperniata sulle canzoni tratte dalle fonti francescane, una curiosità: tra il pubblico era presente padre Paolo Fiasconaro, spero di ricordarmi bene il nome, l’ "istigatore" del progetto dell’Infinitamente piccolo. C’è stato poi un lungo intermezzo in cui il presentatore, Fabrizio Gatta, ha illustrato il progetto, anzi i progetti francescani a favore dei terremotati dell’Abruzzo, c’è stata la testimonianza di una coppia di francescani secolari siciliani intervenuti con i loro tre bambini… Angelo se ne stava ad ascoltare in compagnia di Amedeo Minghi, che si era esibito prima di lui, quando il conduttore ha detto: “Chiamiamo adesso i nostri due artisti” al che lui ha risposto:”Siamo già qui… pur dormendo, all’erta stiamo!”, suscitando una volta di più l’ilarità del pubblico con una battuta assolutamente non preparata che a me ha ricordato le risposte che Grunf dava al Numero Uno quando rimproverava i membri del gruppo TNT di scarsa attenzione ai suoi excursus nella storia … (qualcuno si ricorda Alan Ford?) Chissà se quella di Angelo era una citazione…

E finalmente la seconda parte! Si inizia con Ballo in fa diesis, poi una Cogli la prima mela come non l’avevo mai sentita, due chitarre, la sua e quella di Ascolese, invece dell’introduzione con il violino, poi Vanità di vanità, Alla fiera dell’est, cantata ormai come da tradizione dal pubblico, una bellissima I Santi, e infine, come ultimo bis, Tango, canzone d’amore malinconica, "ma l’amore è felice… è quello che ci vuole data l’ora, favorisce il sonno e non ha effetti collaterali…" Che si stempera nel finale in O’ sole mio.

Pubblico entusiasta. Mentre aspettiamo Angelo per un ultimo saluto e per la foto ricordo che i miei amici pretendono, una signora mi chiede: “Siete qui anche voi per il riccioluto? Per Amedeo no?” Io non stravedo per Minghi, ma cerco di essere diplomatica e lei mi confessa di essere venuta per Minghi, come molte delle donne presenti, ma di avere preferito di gran lunga Branduardi che non conosceva quasi per niente. “Quando la musica ti prende così, ti piace subito, vuol dire che l’artista è un grande”

Grande Angelo!

Antonella Grioni

 

le foto del concerto