||Home»Eventi»Concerti
 
 
 

BARAKALDO, 22 ottobre 2011

BUSTO ARSIZIO, 28 ottobre 2011

Mi correggo, questo di Barakaldo non è il primo concerto spagnolo per Angelo, aveva già suonato a Madrid 3 o 4 anni fa, parola di Gianluca. Siamo in pieno Pais Vasco, nei pressi di Bilbao, diciamo che Barakaldo si può considerare una sorta di quartiere periferico di questa grande città alla quale è collegato con un efficiente servizio di metropolitana che funziona 24 ore su 24. La location del concerto è il il Teatro Antzokia e quello con Branduardi è l'appuntamento più importante nel cartellone degli eventi per celebrare i 20 anni del teatro.

Appuntamento davanti al teatro con Anna, catalana di Barcellona che spero mi legga e approfitto per salutare, conoscerla è stato un piacere, e Giuseppe, seduti su una panchina che guarda verso l'entrata annusiamo l'aria che tira. Angelo arriva verso le cinque e mezza per il sound check, ha i tempi stretti perchè la strumentazione elettronica non è la sua e il concerto inizia alle otto... che strano orario per la Spagna... È in ottima forma, sorridente e dimagrito, mi sarebbe piaciuto avere il tempo per fargli qualche domanda, ma riusciamo solo a salutarlo. Intanto comincia ad arrivare gente, prima alla spicciolata, parliamo con uno spagnolo che ci dice di seguire Branduardi da trent'anni ed felicissimo di questo concerto nella sua terra, poi, in breve tempo, lo spazio antistante il teatro si popola, il concerto, ci dicono, è sold out, nella sola giornata di ieri sono stati venduti 500 biglietti.

Alle 20 in punto ha inizio lo spettacolo. Angelo inizia a suonare il suo violino come "Il violinista di Dooney" poi recita il testo della lirica di Yeats. È il momento dei saluti... in che lingua? Dopo essere inciampato in qualche parola di benvenuto in euskera, la lingua dei baschi, dice testualmente "non parlo il castillano, non parlo l'italiano... parlo solo in francese, inglese e tedesco e nessuna va bene", conclusione: lasciamo che sia la musica a parlare. Il pubblico, già conquistato, applaude. "Eskerrik asko", ringrazia Angelo. Questa la scaletta del concerto:

Si può fare - Domenica e lunedì - Fou de love - Il giocatore di biliardo -  Il denaro dei nani - La tempesta, poi arriva la parte "francescana", Il Cantico delle creature - Il sultano di Babilonia - Audite poverelle - Alle paludi di Venezia - La predica della perfetta letizia, per finire con i classici branduardiani, Ballo in fa diesis minore - Vanità di vanità - Alla fiera dell'est (finita con un insolito, ma intenzionale "un topolino mio padrè ... mangiò!") - I santi - Cogli la prima mela - La pulce d'acqua e Tango che scivola nel finale in 'O sole mio come bis.

Finisce in una standing ovation e, dato il calore dimostrato dal pubblico spagnolo, mi auguro di tornare ad applaudire Angelo in quella che è ormai diventata per me una seconda patria... con la speranza di sentirgli cantare qualcosa en español...è così carino el ratoncito de la feria del este!

... non è passata una settimana e rieccoci ancora qui, a Busto Arsizio, Teatro Manzoni, questa volta a due passi da casa... Concerto bellissimo, Angelo sempre elegante e in gran forma, la scaletta è la medesima di Barakaldo... solo una curiosità, il concerto si chiama "Così è se mi pare" come l'ultimo disco, ma delle canzoni nuove non c'è traccia... dobbiamo prenderlo come una dichiarazioni di intenti? cioè, faccio quello che voglio? Più che legittimo, comunque, per un grande musicista con un grande futuro dietro di sè qual è Angelo Branduardi.

Un grazie a Gaia per le foto di Busto Arsizio.

 
Antonella Grioni

 


 
le foto del concerto