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Mi
correggo, questo di Barakaldo non è il primo concerto spagnolo per
Angelo, aveva già suonato a Madrid 3 o 4 anni fa, parola di Gianluca.
Siamo in pieno Pais Vasco, nei pressi di Bilbao, diciamo che Barakaldo
si può considerare una sorta di quartiere periferico di questa grande
città alla quale è collegato con un efficiente servizio di metropolitana
che funziona 24 ore su 24. La location del concerto è il il Teatro
Antzokia e quello con Branduardi è l'appuntamento più importante nel
cartellone degli eventi per celebrare i 20 anni del teatro.
Appuntamento davanti al teatro con Anna, catalana di Barcellona che
spero mi legga e approfitto per salutare, conoscerla è stato un piacere,
e Giuseppe, seduti su una panchina che guarda verso l'entrata annusiamo
l'aria che tira. Angelo arriva verso le cinque e mezza per il sound
check, ha i tempi stretti perchè la strumentazione elettronica non è la
sua e il concerto inizia alle otto... che strano orario per la Spagna...
È in ottima forma, sorridente e dimagrito, mi sarebbe piaciuto avere il
tempo per fargli qualche domanda, ma riusciamo solo a salutarlo. Intanto
comincia ad arrivare gente, prima alla spicciolata, parliamo con uno
spagnolo che ci dice di seguire Branduardi da trent'anni ed felicissimo
di questo concerto nella sua terra, poi, in breve tempo, lo spazio
antistante il teatro si popola, il concerto, ci dicono, è sold out,
nella sola giornata di ieri sono stati venduti 500 biglietti.
Alle 20 in
punto ha inizio lo spettacolo. Angelo inizia a suonare il suo violino
come "Il violinista di Dooney" poi recita il testo della lirica di
Yeats. È il momento dei saluti... in che lingua? Dopo essere inciampato
in qualche parola di benvenuto in euskera, la lingua dei baschi, dice
testualmente "non parlo il castillano, non parlo l'italiano... parlo
solo in francese, inglese e tedesco e nessuna va bene", conclusione:
lasciamo che sia la musica a parlare. Il pubblico, già conquistato,
applaude. "Eskerrik asko", ringrazia Angelo. Questa la scaletta
del concerto:
Si può fare - Domenica
e lunedì - Fou de love - Il giocatore di biliardo - Il denaro dei
nani - La tempesta, poi arriva la parte "francescana", Il Cantico
delle creature - Il sultano di Babilonia - Audite poverelle - Alle
paludi di Venezia - La predica della perfetta letizia, per finire
con i classici branduardiani, Ballo in fa diesis minore - Vanità di
vanità - Alla fiera dell'est (finita con un insolito, ma
intenzionale "un topolino mio padrè ... mangiò!") - I santi - Cogli la prima mela - La pulce
d'acqua e Tango che scivola nel finale in 'O sole mio come
bis.
Finisce in
una standing ovation e, dato il calore dimostrato dal pubblico spagnolo,
mi auguro di tornare ad applaudire Angelo in quella che è ormai
diventata per me una seconda patria... con la speranza di sentirgli
cantare qualcosa en español...è così carino el ratoncito
de la feria del este!
... non è passata
una settimana e rieccoci ancora qui, a Busto Arsizio, Teatro
Manzoni, questa volta a due passi da casa... Concerto bellissimo, Angelo
sempre elegante e in gran forma, la scaletta è la medesima di Barakaldo...
solo una curiosità, il concerto si chiama "Così è se mi pare" come
l'ultimo disco, ma delle canzoni nuove non c'è traccia... dobbiamo
prenderlo come una dichiarazioni di intenti? cioè, faccio quello che
voglio? Più che legittimo, comunque, per un grande musicista con un
grande futuro dietro di sè qual è Angelo Branduardi.
Un grazie a Gaia per le
foto di Busto Arsizio. |