Venezia, teatro
Malibran. La stessa cornice per i due Futuro Antico dedicati alla musica della
Serenissima, la stessa ensamble "Scintille di musica" , anche se
qualche componente è cambiato; sempre Francesca Torelli ad aiutare Angelo
Branduardi in questa operazione di recupero e valorizzazione di una musica che
ebbe il suo momento aureo nel cinque - seicento, periodo in cui Venezia si
trovava all'apice della sua potenza politica ed economica. Se Futuro Antico IV
era incentrato soprattutto sul Carnevale, questo nuovo capitolo completa il
quadro della musica veneziana, sacra e profana, di quel periodo. Anche questa
volta Angelo Branduardi ci regala questi gioielli del passato dopo averli
liberati dalla polvere dei secoli e dei pregiudizi dei cultori della musica
antica. Giovedì sera ha spiegato il concetto con la bella metafora
dell'argenteria di famiglia che viene tenuta chiusa e che il tempo annerisce, ma
che, una volta tirata fuori e lucidata riacquista tutto il suo splendore e può
essere usata con piacere. "Questa non è musica seriosa, è semplicemente
bella musica" ha detto invitando il pubblico a godersela, a ballare, a
battere le mani... tutte manifestazioni che farebbero inorridire i puristi, come
quella di scherzare sui titoli delle canzoni " Sprezzami, fuggimi, friggimi...
no, friggimi, no... applicami, come avrebbe detto Jannacci..." e, a musica
già iniziata chiede di ricominciare "perchè mi viene da ridere"....
Sono queste cose, nella loro semplice umanità a rendere grande un artista e
particolare, unico, un concerto che difficilmente verrà dimenticato. Apoteosi
finale con "Damigella tutta bella", che, nella versione di
Calestani, è praticamente l' "Audite poverelle" della Lauda, con il
pubblico a battere ritmicamente le mani. Nei bis alcuni brani dei Futuro Antico
precedenti fra cui spicca un'intensa "Come again".
Ultima nota: ad
introdurre il concerto un giovane musicista veneziano, Giovanni dell'Olivo con i
"Lagunaria", anche loro impegnati nel recupero della musica
tradizionale veneta; hanno proposto, tra le altre, una versione
"pizzicata" di Donna lombarda.