Senza
spina
CONFERENZA
STAMPA PER LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO ALBUM
articolo
di Giuliana Pittaccio
Al
Campidoglio, Musei Capitolini, nella sala dedicata a Pietro da Cortona, sotto
gli occhi del quadro Il Trionfo di
Bacco (c’e’ gia’ qualcosa di familiare) il Comune di Roma ha dato spazio
alla Conferenza stampa di Angelo Branduardi.
Entro
nella sala casualmente insieme a lui, e guardando il cartello che annuncia la
conferenza sulla Lauda di Francesco, Angelo mi spiega che non si parlerà solo
della Lauda, ma anche di tante altre cose: c’e’ la presentazione del nuovo
CD Senza Spina, di Futuro Antico VI e della festa di S. Giovanni, il 24 giugno.
Apre
la conferenza la responsabile dell’Ufficio Stampa Paola Zanoni, che sorridendo
soddisfatta dice che nell’organizzare quest’incontro e’ rimasta
piacevolmente sorpresa da come tutti, al nome di Angelo Branduardi, abbiano
accolto con favore l’iniziativa e l’abbiano facilitata. Dopo di lei Daniela
Vergara, la giornalista Rai, annuncia che fara’ da moderatrice, ed e’
contenta, apprezza molto Angelo, e dice che ascoltare la sua musica e’ come
fare un' incursione nelle pagine dell’anima.
L’assessore
dice che il Comune ha appoggiato volentieri il recupero della storica festa di
San Giovanni, che vedra’ la presentazione di Futuro Antico VI. Poi spiega la
sua ammirazione per Angelo Branduardi, facendo un escursus su come si sia
proposto negli anni. Ricorda che in un’epoca, gli anni ‘70 e ’80, in cui
era impossibile che la musica d’autore non sviluppasse l’impegno sociale,
lui propose la sua musica, e da alcuni fu tacciato di inattualita’; negli anni
successivi si retrocede nell’intimismo, e lui ha gia’ sviluppato un proprio
percorso, una propria poetica, rivendicando una sua idea dell’arte.
A
queste affermazioni, Angelo risponde che a livello caratteriale, lui fa sempre
il contrario di come vanno le cose, non solo musicalmente.
Anche
A. Saitto, giornalista, ricorda come in un’epopea particolare come quella
degli anni ’70, lui si e’ presentato cosi’ diverso, non era di nessuna
parrocchia. Chi e’ cosi’ di solito rischia di passare sotto silenzio, ma la
sua proposta era cosi’ forte, che e’ stato tirato per la giacca da tutti.
Daniela
Vergara chiede a Saitto come parlerebbe di Angelo ad una persona che non lo
conosce, e lui lo definisce il Trovatore del nuovo millennio, notando che in lui
c’e’ uno spirito di modernita’ nel contesto antico.
Ed
Angelo conferma che anche se da giovane alla parola Menestrello o Trovatore gli
veniva l’itterizia, adesso ci si riconosce, la frase dell’Anonimo con la
quale inizia i suoi concerti, Io sono il
Trovatore e sempre vado per molti paesi e citta’, ora che sono qui lasciate
che prima di partire io canti, e’ la migliore definizione che si possa
dare ad un musicista come lui.
Ad
Angelo e’ capitato spesso che delle cose fatte cosi’, per scherzo, nate per
il piacere di farle, siano diventati poi progetti importanti, che hanno avuto
successo anche senza campagne mediatiche.
Cosi’
e’ stato per tutto il lavoro su S. Francesco, l’ha fatto perche’ gli
piaceva, e pur senza un supporto mediatico ha avuto un grande successo, in
Italia e in Europa, e per il progetto Futuro Antico, che era nato per scherzo ed
e’ diventato poi una bella realta’.
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Il
nome, Futuro Antico, e’ gia’ un paradosso di per se. La crisi della
musica occidentale e’ ormai acclarata dai musicisti; per
uscirne, molti musicisti sono tornati indietro, io faccio un passo
indietro per farne due avanti. L’ostacolo e’ questo: in occidente la
musica e’ fine a se stessa, non e’ piu’ legata ai momenti di vita
delle persone. Ad esempio un africano non andrebbe mai a sentire il
Requiem di Mozart se non c’e’ il morto, questo avviene nella musica
extraeuropea…da noi l’arte x l’arte slega la musica dai momenti
salienti della vita. Con Francesca Torelli e l’ensemble Scintille di musica, dopo 5
dischi, adesso stiamo cercando materiale, e ce n’e’ tanto, per il
concerto che sara’ basato su Futuro Antico VI, nella serata del 24
giugno a San Giovanni; sara’
un concerto in piazza, con gli strumenti antichi e trattera’ la musica
della corte papale al Rinascimento. |

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Spiega
poi che La musica e’ uno sguardo gettato
attraverso la porta chiusa, e a volte tornare indietro non e’ possibile; e
cosi’ i musicisti diventano un po’ picchiatelli… io poi suono il violino, che e’ uno strumento asimmetrico, ed e’ lui
che suona te.
Al Sistina, l’11 ed il 12 aprile, ci sarà
la Lauda
in versione Oratorio (forma di teatro del XV secolo), e la seconda parte
sara’ dedicata al disco nuovo.
Il primo brano, Il
denaro dei nani, viene da un’antica leggenda bretone. I nani oggi sono i
finanzieri d’assalto, sono tossici, il loro e’ un tesoro velenoso. Nel loro
pensiero si sentono dei giganti, invece sono dei nani, si sono arricchiti alle
nostre spalle, ed ora il loro denaro non vale niente.
O sole mio e’ la
canzone che esegue quasi sempre a chiusura del concerto, nelle tournee estere,
ed e’ sempre molto apprezzata. A differenza di come viene eseguita dagli
altri, con quel tempo e ad alta voce, essendo una bella canzone d’amore forse
e’ meglio non massacrare le orecchie
dell’amata, cosi’ lui la canta a mezza velocita’ e con un filo di
voce. Cosi’ diventa un brano magico, si
solleva... togliendo le certezze ritmiche, la musica si alza... e non siamo
piu’ qui ed ora.
Tra i primi e gli
ultimi brani, il filo conduttore e’ la modalita’ di esecuzione, unplugged,
con la registrazione dal vivo di un concerto di piu’ di vent’anni fa, quando
la parola unplugged ancora non c’era.
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La musica e’ mia, i testi
di mia moglie Luisa, prendendoli dalle poesie del poeta irlandese Yeats.
All’epoca facemmo un lavoro molto attento, avendo cura che gli eredi di
Yeats, ai quali sottoponemmo le canzoni, fossero d’accordo con la
traduzione e l’adattamento.
Quindi
il filo logico e’ la mia musica, sono io, e come disse un giornalista
milanese la mia musica e’ come il sapore dell’aglio: o fa schifo o
piace |