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Intervista ad Angelo Branduardi
di Antonella Grioni

 

Incontro Angelo negli studi della Fonoprint di Bologna, dove sta lavorando al suo, attesissimo, nuovo album. Gentilissimo, mi riceve nonostante l’ora ormai tarda. La chiacchierata è piacevole, una decina di minuti rubati al lavoro… speravo di estorcergli in anteprima il titolo dell’album, macché…. Angelo è scaramantico e pensa che porti male. Mi aveva anche avvisato che non avrebbe potuto farmi ascoltare nulla del disco nuovo, ma non avrei comunque avuto nessuna intenzione di chiederglielo, me lo voglio gustare tutto nota per nota non appena uscirà anche perché quello che mi ha detto ha fatto aumentare esponenzialmente in me attesa e curiosità.

Perdonatemi, ma non sono una giornalista professionista. Inoltre avevo dimenticato il giorno precedente in un bar di Rieti lo zaino con il necessario per registrare (oltre alla patente ed altre cosette ancor più necessarie per la sopravvivenza) che non ho avuto quindi la possibilità di ricaricare. Ho dovuto ripiegare cellulare scoprendo, dopo anni e a cose fatte, che registra clip solo di un minuto. Non restava che affidarsi alla memoria che per fortuna è buona … e l’intervista per fortuna breve…

Si inizia con una battuta sui cellulari che sono anche in grado di registrare. Angelo dice che il suo non lo fa … o forse è lui che non lo sa… “e dire che ho speso un sacco di soldi…”

 

Antonella: Futuro Antico e … futuro moderno, visto che adesso esce il disco nuovo e il presente, come dice qualcuno non esiste perché nel momento in cui lo viviamo diventa già passato…

Angelo: Sì, ma è importante vivere fino in fondo ogni istante … con Futuro antico siamo giunti al quinto capitolo di una cosa che era nata per scherzo, entro giugno ne uscirà un sesto dedicato alla musica di Roma, la Roma papalina del ‘500, prima del decadimento. Il disco nuovo vedrà il ritorno di Maurizio Fabrizio e riserverà delle sorprese. Gigi Cappellotto, che è stato il mio bassista storico e che ha suonato nel disco, dice:” voi due non avete bisogno di parlarvi per suonare e il vostro suono, nel bene e nel male, è qualcosa di unico”.

 Nel bene e nel male questo disco sarà qualcosa di mai sentito prima d’ora, può non piacere, magari vi fa schifo, ma sarà qualcosa di completamente nuovo.

Quindi i tuoi fan non potranno dedicarsi al gioco di “questa canzone assomiglia a…” come era avvenuto in passato…

 No… "Altro ed altrove" è un disco sterile. Bellissime melodie e bellissimi testi, ma non c’era neppure una sezione ritmica... io non sono un batterista…  abbiamo voluto fare tutto da soli, il povero Carlo ed io…

Allora avevate fatto questa scelta….

Non è stata una scelta, inizialmente pensavamo di introdurre altri elementi… è stato un delirio di onnipotenza… il risultato è stato un disco sterile

 … un’occasione sprecata…

 sì, un’occasione sprecata…

 

 Il disco nuovo ha già la copertina, un titolo…. si può dire?

 (esita) No… ho paura che porti male. Ho tante scaramanzie, rituali… entro sul palco sempre dal lato sinistro altrimenti il concerto andrà male…

mi ricordo… a Parma sei stato “sgamato” perché il fondo del palco era trasparente… il pubblico ti ha visto passare dietro ed entrare dall’altra parte e hai dovuto spiegare….

 Sì, ho tanti rituali… il brindisi con i tecnici, i musicisti, prima del concerto. Guai se non si fa, il concerto andrà male…

 Ma hai potuto verificare? È andato veramente male la volta che sei entrato da destra?

 Sì, sì… ho verificato.

 

 Quando porterai in concerto le canzoni del nuovo album?

 Non so ancora, penso per la fine dell’anno. Tra poco andrò in Germania, ma già quest’estate vedrete qualcosa di diverso.

 Cosa porterai in Germania? Ancora la lauda?

  Sì, in forma di oratorio, è quello che mi chiedono.

 

 Nella nostra società, sempre più multietnica, credi che la tua musica arrivi anche a persone di culture diverse dalla nostra? Hai qualche riscontro?

 Non lo so. Nessuno è mai venuto a dirmelo… spero di sì… in fondo anche a noi può piacere la musica maghrebina...

 

 Due eventi hanno caratterizzato il panorama musicale italiano in questo inizio di anno, il festival di Sanremo e le celebrazioni per i dieci anni dalla morte di De Andrè. Tu non hai partecipato a nessuno dei due, è stata una scelta tua?

 Per Sanremo mi era stato chiesto di fare da padrino a due cantanti, ma ho detto di no perché la loro musica non c’entrava niente con la mia. Per De Andrè non mi hanno chiamato …io ero amico di De Andrè, lo conoscevo bene, ma non mi impongo.

 Beh, non hai perso niente. E’ stata una cosa molto retorica… se hai visto il programma di Fazio…

 Non l’ho visto, ma me l’hanno detto. Penso anch’io che ci sia stata un’eccessiva retorica.

 

La breve intervista è finita, si vede che Angelo ha fretta di rimettersi al lavoro... lo saluto e mi rimetto in viaggio... dimenticandomi di scattare qualche foto... Un vero peccato, sarebbe stato bellissimo riprenderlo fra le consolle dello studio ... perdonatemi ancora... avevo la febbre e dieci ore di guida sulle spalle

Antonella Grioni