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Il carnevale degli animali

Angelo ha presenziato, in qualità di narratore, a diverse rappresentazioni del Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns. La più recente andò in scena presso il Teatro Civico di Vercelli il 7 dicembre 2002.  In quella serata Fabio Rizza della Camerata Ducale ha curato anche l'orchestrazione di due brani molto noti scritti da Angelo, Tema di Leonetta e La canzone di Momo. Durante la rappresentazione dell'opera di Camille Saint-Saëns, Angelo si dimostrò molto spiritoso, chiacchierone e con una vena comica inaspettata.

Locandina originale della serata a Vercelli

 

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Invito per la serata a Vercelli

 

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La Camerata Ducale con Angelo a Vercelli

Il Carnevale degli animali per 2 pianoforti, 2 violini, viola, violoncello, contrabbasso, flauto, ottavino, clarinetto, armonica, xilofono è una divertente galleria di caratteri non solo animaleschi ma anche umani; l'atteggiamento ironico traspare da molti passaggi e il concatenarsi delle idee musicali è fluente e gradevole senza che ci si possa attendere una composizione di grande impegno formale e costruttivo.
Al cinquantunenne Saint-Saens, compositore parigino di solidissima reputazione, non sembrò opportuno al momento far conoscere al pubblico, mediante stampa, la sua "grande fantasia zoologica".
Era il 1886: la presentazione del Carnevale avvenne la sera di "martedì grasso" nella casa del violoncellista Lebouc, genero del celebre tenore Adolph Nourrit, e sorprese tutti per la singolarità del soggetto e per l'ironico tratteggio espressivo.
Saint-Saens lo intese come un innocuo "divertissement" ad uso casalingo (anche se si scorge una vena di sarcasmo allorché scorrono i personaggi d'ambiente musicale).
Perciò proibì la pubblicazione del lavoro, almeno finché fosse stato in vita, fatta eccezione per il penultimo quadro, "Il cigno".
I quadri della Suite sono in tutto 14 e spesso si susseguono senza soluzione di continuità. Recano i seguenti titoli:
1) Introduzione e marcia dei leoni
2) Galline e galli
3) Elioni (sorta di cavalli tartari: una satira contro i virtuosi della tastiera)
4) Tartarughe
5) Elefanti
6) Canguri
7) Acquario
8) Persone con le orecchie lunghe (i critici musicali)
9) Il cuculo nella foresta
10) Uccelli
11) Pianisti (presa in giro dei pianisti principianti)
12) Fossili (con il tema della Danza macabra dello stesso Saint-Saens)
13) Il cigno
14) Finale (ricapitolazione di vari temi)

Il mondo musicale è rappresentato dagli Emioni (i vuoti virtuosi della tastiera), dai Pianisti (i principianti con la loro dose giornaliera di esercizi d'apprendimento) e dai "Personaggi dalle lunghe orecchie", i critici intesi nel loro chiacchiericcio insolente.
In questa sua opera descrittiva pubblicata da Durand nel 1922 Saint-Saens ricorre a tutti i ferri del mestiere, compresa l'arma della citazione di musiche proprie ed altrui, intese come simbolo di un linguaggio acquisito.
Offenbach compare nel numero 4, Berlioz e Mendelssohn nel numero 5, Mozart e Rossini nel numero 12, abilmente contraffatti da un insieme strumentale che comprende 2 pianoforti, 2 violini, viola, violoncello, contrabbasso, flauto, ottavino, clarinetto, armonica e xilofono, insieme che viene sollecitato anche in compiti di bravura piuttosto evidenti.
Gli ambienti sono illustrati con un'acutezza percettiva straordinaria; e tutta la rappresentazione assume volontariamente un aspetto bonario, con sfumature grottesche.
Per le sue caratteristiche comunicative questo lavoro viene spesso utilizzato nel delicato settore dell'educazione musicale.
Agli animali si riconosce una vita intelligente, alla natura un'anima, all'essere umano la facoltà di penetrare i misteri della vita e di decifrare con affetto la realtà nella quale è immerso, così da capire meglio anche se stesso.
E' una morale educativa, legata intimamente al suono, dove l'arte e il gioco si amalgamano con una creatività che ha ben pochi confronti.   
Notizie tratte da www.karadar.com

 

Camille Saint-Saëns


Compositore, è stato uno dei protagonisti della vita musicale francese tra la fine dell' '800 e gli inizi del '900. Figlio di una pianista, Camille Saint-Saëns (9 ottobre 1835, Parigi - 16 dicembre 1924, Algeri) si rivela essere un bambino prodigio: a 3 anni suona il piano, a 5 compone e a 10 dà il suo primo concerto.
Al Conservatorio di Parigi si diploma in organo e composizione e inizia la carriera di organista che gli procura subito la fama di eccezionale virtuoso della tastiera.
Il suo nome varca rapidamente i confini francesi: Saint-Saëns inizia una brillante carriera internazionale che lo porta a suonare non solo in Europa, ma in tutte la parti del mondo, dall'Estremo Oriente all'America Latina e gli vale la stima e l'amicizia di Franz Liszt.
Dal 1861 al 1865, in veste di professore al Conservatorio di Parigi, introduce lo studio di Liszt e Wagner, all'epoca considerati (soprattutto in Francia) compositori d'avanguardia.
Poeta, saggista e critico, si impegna a fondo nelle dispute musicali dell'epoca, schierandosi inizialmente con la "nuova musica" tedesca, per passare (dopo la guerra franco-prussiana del 1870) a posizioni nazionaliste in difesa di un ideale classico e razionalista, in cui confluiscono anche elementi della tradizione positivista (è anche un appassionato di acustica e di astronomia).
In questi anni collabora anche alla Société Nationale de Musique, fondata da lui stesso (insieme ad altri musicisti) nel 1871 allo scopo di diffondere la musica francese contemporanea, sempre, comunque, secondo un'estetica di tipo conservatore (sarà avversario, ad esempio, delle "novità" di Debussy).
L'attività di compositore di Saint-Saëns è vastissima: conta più di 160 opere pubblicate che coprono ogni genere musicale, dal teatro d'opera alla musica sacra, dalla sinfonia alla musica da camera.
Ma a dispetto della quantità, la qualità delle opere non è eccelsa. Predomina in tutte un gusto classico, un attaccamento alla tradizione viennese (Haydn e Mozart) e francese (Rameau), accanto a un gusto schietto della melodia che ricorda Mendelssohn.
Tra le sue opere teatrali, l'unica rimasta in repertorio è Sansone e Dalila (1877), tipico esempio del gusto francese per il grand-opéra, dall'ampia cantabilità.
Più numerose sono invece le opere per orchestra che godono di un certo successo: la Terza sinfonia in do minore del 1886, dai grandi effetti sonori, che impiega anche lo strumento favorito di Saint-Saëns, l'organo; la Danse macabre (1874), breve poema sinfonico dal gusto ironico; i 5 Concerti per pianoforte e orchestra. E infine l'opera per cui è forse più universalmente noto, il Carnevale degli animali per 2 pianoforti e piccolo complesso da camera (1886) che contiene quella Morte del cigno destinato a diventare uno dei pezzi di bravura di tutte le grandi ballerine del secolo.
Morto quasi novantenne, negli ultimi anni di vita viene venerato come una gloria nazionale. Nel contempo si fa sempre più scontroso e ostile nei confronti di compositori quali Debussy e Ravel, sostenendo che le loro opere possano condurre la musica francese lontana da quegli ideali di chiarezza e linearità per i quali si è battuto per tanti anni.   
Notizie tratte da www.cristianoporqueddu.com