||Home»Attività artistica»Teatro
 
Francesco

 LA LAUDA

E' una composizione poetica e musicale e la sua origine risale al Cantico, in cui il sentimento religioso socopre per la prima volta il mondo della natura. Nella Lauda il passaggio dalla forma lirica alla forma drammatica avviene all'interno delle confraternite laiche dei disciplinati o flagellanti.
Alla fine del secolo XIII la musica della Lauda è già avviata alla tonalità e compaiono le arie "allegre", in contrasto con toni luttuosi e penitenziali, a volte più recitativi. All'inizio esiste un solista la quale fa da contrappunto il coro, in seguito i personaggi vengono introdotti a pronunciare discorsi.
Col tempo il canto fu sostituito dalla declamazione e la musica limitata ad intermezzi. Tutto ciò avveniva in Umbria e a Perugia si formò l'avanguardia che sviluppò il teatro. Il palco era allestito in modo molto semplice e a volte con il solo utilizzo di assi grezze. Gli attori passavano da una scena all'altra, spesso gruppi diversi coesistevano nelle varie scene, in modo da sviluppare anche più azioni contemporanee. Una tecnica simile a quella pittorica del polittico, con la quale i pittori del tempo illustravano i momenti della vita di una santo in riquadri contigui. Oggi tale tecnica si potrebbe paragonare solo al cinema.
La Lauda drammatica non è altro che figlia della nuova civiltà, fiorita in quella estrema età del Medio Evo che vede i germi della vita moderna, rigogliosa in Italia come in nessun'altra parte dell'Europa. In quel periodo il "Terzo Stato" infranse l'armatura del Feudalesimo e si affacciò alla fervida vita delle città comunali. La religione diviene più umana, più vicina, accanto all'uomo e dentro all'uomo. In quest'ottica si desiderò una Chiesa primitiva, popolare, povera e spirituale, in contrasto con il potere temporale di Roma.
Gli Eretici, i nuovi Ordini e le Compagnie religiose, lottano per restituire la religione ai laici, per mettere gli insegnamenti della parola divina alla portata di tutti. Da questa evoluzione nasce la Lauda in volgare, prima lirica e poi drammatica. Ed è così naturale che nasca nell'Umbria di Francesco e sul suo diretto esempio. La Lauda compirà un percorso inaspettato e molto popolare, culminamdo con la sua naturale e più alta conseguenza: la Commedia di Dante.
"FRANCESCO" vuole riprendere, abbracciare ed ispirarsi a quest'antica e sempre toccante forma d'arte.

 FRANCESCO

La vita di Giovanni, figlio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica, viene rappresentata in questa “lauda” dal momento in cui egli divenne Francesco. Attraverso i dialoghi, la voce narrante e le musiche di Angelo Branduardi, con le danze come trait d'union, la vicenda di Francesco e dei frati che lo seguirono, si snoda dalla costituzione della prima comunità alla Porziuncola fino alla morte del Santo, interpretato con grande intensità da un bravissimo Gualtiero Scola. Sono presenti tutti gli episodi salienti e maggiormente noti legati alla figura di S. Francesco: il lupo di Gubbio, la famosa predica agli uccelli, i viaggi intrapresi da Francesco e i suoi seguaci, le stigmate, la malattia e la morte.
Quello che colpisce nella recitazione degli attori principali, Gualtiero Scola  (Francesco), Walter Tiraboschi  (Bernardo) e Angela Ciliberti (Chiara) è la gioia che essi esprimono, la “perfetta letizia” anche nell'affrontare situazioni di dolore e di stenti. Il regista, Oreste Castagna, ha saputo così trasmettere l'atmosfera de “L'infinitamente piccolo”, l'album di Branduardi incentrato sulla figura del Santo di Assisi, con testi tratti dalle Fonti Francescane e adattati da Luisa Zappa, moglie di Angelo e da sempre autrice delle liriche delle sue canzoni. Ancora a Luisa si devono i testi delle parti recitate o narrate di Francesco; per le musiche, oltre alle già citate canzoni dell'album, vanno ricordate due “perle”: A l'entrada del temps clar, antica aria trobadorica contenuta in Futuro Antico I, e “Polorum regina” , dal Libre Vermeill, l'aria che costituisce il filo conduttore musicale della lauda (la stessa da cui Riz Ortolani trasse Fratello sole, sorella luna).

 IL CAST

San Francesco: Gualtiero Scola
Santa Chiara: Angela Ciliberti
Frate Bernardo: Walter Tiraboschi


Musiche: Angelo Branduardi

Testi: Luisa Zappa Branduardi
(tratti dalle fonti francescane)

Regia: Oreste Castagna

Drammaturgia: Stefania Garibaldi

Coreografia: Alberta Palmisano

Scenografia e costumi: Paola Benvenuto

Audio e luci: Fullimage


Commenti

Chi scrive ha avuto l'opportunità di assistere a tre rappresentazioni di “Francesco”, oltre a quella, grandissima, di essere presente alla prova generale, a Concorezzo, dietro espresso invito di Angelo Branduardi, che aveva voluto il parere in anteprima di un gruppo dei suoi estimatori fra i più assidui ed affezionati. Ho quindi potuto seguire l'evolversi nel tempo di questa lauda, che pur rimanendo fedele ad un canovaccio iniziale, era ogni volta “diversa”. L'impressione è che venisse continuamente “limata”, accogliendo le critiche costruttive; secondo il mio modesto parere, l'ultima rappresentazione a cui ho assistito, a Milano, al Madza Palace, era più o meno perfetta: il raccordo fra i diversi “quadri” era costituito soprattutto dalle danze e dalla voce recitante di Angelo, un netto miglioramento rispetto alle numerose parti affidate inizialmente alla recitazione dei ballerini e che costituivano il punto debole dello spettacolo.

Antonella Grioni

 

Le immagini della rappresentazione teatrale
Il video
San Francesco e Babilonia
La Lauda di Francesco - il DVD
La traduzione in inglese