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Altro ed altrove & viceversa

 

 

Sabato 17 aprile alle ore 18.30 si è inaugurata la mostra Altro ed altrove & viceversa del pittore Silvio Monti. Erano presenti all'evento anche Carlo Gargioni e lo stesso Angelo Branduardi. La mostra, itinerante, ha toccato alcune delle più belle città italiane. Dal catalogo della mostra sono tratti i passi sotto riportati e le immagini; un grande momento poetico la "Paint Session" curata da Sarah Branduardi.

 

 

COME NASCE IL PROGETTO

Per il suo disco "Altro e altrove" Angelo Branduardi ha composto le musiche per 14 brani i cui testi sono stati adattati da Luisa Zappa; ispirati a scritti d'amore di popoli lontani nel tempo e nello spazio, di etnie e di religioni diverse, i pezzi del CD hanno, quale comune denominatore, il concetto di amore che accomuna l'umanità, qualsiasi sia l'epoca, la credenza, il colore della pelle, lo stato sociale e culturale.
E' nato così una sorta di percorso nel mondo e tra i suoi abitanti, un viaggio virtuale il cui il brano di un anonimo nepalese si affianca a quello di un indiano d'America, dove le parole di un poeta Pashtun del 1600 fraternizzano con quelle del poeta latino Catullo.
Un viaggio grazie al quale lo spirito ci porta, come titola lo stesso album, "Altro e altrove".
Ma la magia non finisce qui. I brani interpretati da Branduardi nel CD hanno infatti ispirato il pittore varesino Silvio Monti, la cui creatività ha dato vita ad un'opera pittorica che si lega a ciascun brano musicale. E' nato così il libretto che illustra il CD, pubblicato da EMI.
Dopo questo primo passo, i due artisti hanno sperimentato la loro complicità "sul campo", in occasione del tour europeo di Branduardi, iniziato nel febbraio 2003 e terminato a dicembre dello stesso anno, sui palcoscenici dei più prestigiosi teatri italiani e internazionali. Durante i concerti il pubblico ha potuto assistere ad un emozionante connubio: la straordinaria interpretazione di Angelo Branduardi e, contemporaneamente, l'espressione artistica di Silvio Monti, che ha dipinto su giganteschi fondali scenici le emozioni generate dall'ascolto dei brani eseguiti.

 

               Le 14 illustrazioni del libretto del CD, corrispondenti ai 14 brani in esso contenuti

 

           

                  Silvio ed Angelo durante il tour

 

          

       I ringraziamenti alla fine del concerto


      COME NASCE LA MOSTRA

La formula musica-poesia-pittura, rivelatasi vincente durante gli spettacoli portati in scena nel corso del 2003, ha spinto Angelo Branduardi e Silvio Monti a fare oggi un ulteriore passo avanti in questa direzione, per approfondire e valorizzare ulteriormente la fusione delle loro espresioni artistiche.
Si tratta di un evento espositivo in cui l'emozione provata in occasione della tournée si replica, quindi, grazie ad un evento capovolto: all'esposizione delle tele realizzate da Monti viene abbinata la diffusione dei brani che hanno ispirato l'opera.
Ecco perchè "Altro ed altrove" diventa anche "Viceversa".

         

Il castello di Masnago (VA)

 

         

L'intervista ad Angelo                                    Carlo Gargioni con Angelo

 


INTRODUZIONE ALLA PAINT SESSION
di Sarah Branduardi


Il gesto si fa suono. Il gesto si fa segno.
L'arco del violino si muove deciso. Taglia l'aria come una spada, preciso.
Il pennello del pittore volteggia rotondo. Sulla tela il suo movimento è mutevole e libero come il respiro.
Sono distanti, il pittore ed il musicista, separatai e radicalmente diversi.
Uno, il musicista, abita il suo mondo sonoro. Là, lo strumento del diavolo, il violino, ruba l'anima di chi lo suona, assorbe ogni sua energia e la restituisce attraverso il suo braccio come frequenza, vibrazione. Per arrivare alle orecchie, e allo stomaco, di chi ascolta. Dal profondo all'acuto, dal silenzio al frastuono, la musica del violino è un'onda che penetra il corpo e che sa di nostalgia o di rabbia, di pena e di ardore, che evoca la lontananza, ma può essere così vicina da farsi toccare.
L'altro, il pittore, vive un universo di segni. Si muove libero davanti alla tela bianca, e il pennello registra con tracce colorate il percorso dei suoi gesti. Il suo prodigio accade in un istante: tanti segni imperscrutabili, slegati e senza un ordine, diventano improvvisamente una forma ad un solo tocco del pennello e svelano con ironia il disegno segreto che nascondevano.
Se sono insieme su un palco, il musicista e il pittore, due mondi si incontrano, si scontrano, trovano dei punti di fusione e si respingono. Il palco è lo spazio del violinista: seguono lui le luci, i movimenti dei tecnici, gli sguardi del pubblicoo, i cavi elettrici, il respiro di chi ascolta.
E' un invasore, il pittore. Viene addirittura da un altro pianeta, con quella sua tuta spaziale bianca. La sua divisa da astronauta, incontaminata ed asettica, gli permette di viaggiare verso un altro universo, e insieme lo mantiene altro: su quel palco, in quel concerto, la sua presenza ha qualcosa di incongruo, che non si può spiegare bene.
Non è facile accogliere lo straniero, se può turbare l'armonia di uno spettacolo che non ha bisogno d'altro che di se stesso. Ed è ridondante la tela bianca dietro le spalle dei musicisti, che si riempie di segni, colori, forme.
Lo sguardo dello spettatore vorrebbe ignorare quell'irruzione, negare la tentazione di quello schermo bianco che una magia trasforma sotto i tuoi occhi, di quei gesti che sono seducenti perchè diventano segni nitidi ma misteriosi con una facilità che sembra assoluta, che non sembra conoscere un solo tentennamento. La tentazione vince presto, però.
Lo spettatore impara senza accorgersi a dedicarsi insieme all'onda del suono e alla forma e al colore del segno. Perchè le tracce di quel pennellooo hanno una potenza mitica, lo spettataore vi riconosce quello che dovrebbe essere la vita: gesti sicuri, elastici e sinuosi, che compiamo senza conoscerne il senso, liberi e leggeri davanti ad una pagina bianca. Per poi scoprire, divertiti, che stavamo semplicemente disegnando la forma di due amanti allacciati in un abbraccio eterno. E che quel disegno non ha bisogno di una sola correzione. Così le percezioni si trasformano: tutto il corpo vede ed ascolta, tutti i sensi sono coinvolti.
La musica e la pittura non si comprendono durante lo spettacolo: continuano a parlare ciascuna la propria lingua. C'è tra loro un'attenzione e una repulsione reciproche, che costantemente si alternano. Ma non hanno bisogno di parlarsi per poter convivere, per potersi sovrapporresul palco, per arrivare a chi guarda e ascolta essendo ciascuna la faccia mancante dell'altra. Alto e basso, silenzio e suono, colore e buio, spirito e materia, bidimensionale e multidimensionale. Versanti che non combaciano mai, che misteriosamente convivono.
La pittura e l'altro della musica, la musica e l'altrove della pittura.

 

Silvio Monti vola sul palco....

 

Silvio Monti: l'attività artistica