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Intervista per l'uscita di Nonsense

 NONSENSE di Giorgio Faletti

Articolo ed intervista di Lory Lorena (tratto da www.altatensione.it)

 

Giorgio Faletti e la musica... esce il tuo nuovo cd "Nonsense"... analizziamolo partendo dal titolo... perchè "Nonsense"?

...mah, il titolo è derivato da una canzone che è contenuta nell'album...la canzone è una filastrocca, apparentemente, priva di senso, come molte filastrocche legate alla tradizione popolare...mi sembrava carino, comprendere tutto l'album in questo apparente "nonsenso", prima di tutto perchè c'è una specie di dicotomia fra il mio essere umorista, cioè...il mio essere cabarettista, se vogliamo comico ed il mio essere cantautore e musicista...anche perchè i due modi di essere sono molto differenti fra di loro...mentre da una parte l'umorismo è basato su qualcosa di molto più epidermico e volatile, per quello che riguarda la musica, le canzoni che scrivo e che canto sono molto più riflessive, molto più analitiche di quanto possa essere la comicità...per cui, mi sembrava che comprendesse molto bene sia il contenuto dell'album, che quello che sono io...o, almeno, quello che dicono che sono io...gli osservatori...

 

...ora gli argomenti...di cosa parli nelle canzoni che lo compongono?

...oh...adesso cercherò di essere esplicativo senza essere didascalico, scolastico e "palloso"...l'album è una chiave di scrittura molto precisa, nel senso che tutte le canzoni sono delle metafore...sono delle cose, a partire dalla prima...sono delle cose che non esistono, sono immagini di vita filtrate attraverso un macrofiltro che le trasforma, le ingigantisce ed in qualche modo le deforma. In queste metafore che, a volte, hanno anche la connotazione della favola, sono inseriti, tuttavia, degli elementi di vita molto crudi, molto...a volte, anche violenti...e, questo ad aumentare un senso di drammatico, perchè sono tutte considerazioni abbastanza negative sulla vita, attraverso queste metafore...l'unica canzone scritta, come dico io, per strada, cioè, scendendo in strada e descrivendo una cosa che succede...è l'ultima, che, poi, è la nota positiva, è la nota di riscatto di tutto l'album, perchè è una storia che capita tra due persone, un uomo e una donna, nè belli nè brutti, per niente eroici e per niente speciali, che però lo diventano per il semplice motivo che gli succede il miracolo, fra virgolette...che è quello di innamorarsi...e l'innamoramento, come mille cose, come la fede, purtroppo, non è riproducibile a comando...

 

Come nasce una tua canzone?

...guarda, non c'è una regola precisa, perchè, se sapessi veramente come nasce una canzone...ne farei molte di più; di solito, di solito...mi succede che mi viene in mente una frase di musica e di testo, contemporaneamente, ed è un po' come scoprire una cosa scolpita che sia racchiusa in un blocco d'argilla...spunta un pezzo di gomito, allora cominci a lavorare, a lavare, a spruzzare l'acqua, finchè viene fuori quello che c'era dentro...sostanzialmente così...sai, ci sono anche quelle immagini che si usano...che, probabilmente, le canzoni sono già scritte da qualche parte...in "un posto delle canzoni"...e allora uno ha un collegamento ed in quel momento ne sfila una dallo scaffale...carino, se fosse così...

 

Da dove trai gli argomenti?

...mah, molto dalla vita, prima di tutto...poi, da quella che è, in qualche modo, la mia cultura...dico cultura non in senso autocelebrativo...nel senso che, ho letto dei libri, ho studiato e queste cose, sicuramente, da qualche parte sono rimaste...mi rendo conto che, a volte, ci sono allusioni e delle citazioni letterarie in quello che scrivo...comunque, tutto sommato...dalla vita e da un gusto del teatro che porta, sovente, a deformare la vita, a farla diventare qualcosa di più rappresentato o più rappresentabile, a seconda...

 

Quali sono, principalmente, le reazioni che vorresti creare in coloro che ti ascolteranno?

...beh, in un modo molto banale, direi un desiderio smodato, quasi ossessivo, di acquistare il mio disco...questa potrebbe essere una buona cosa, ma non tanto per me, quanto per convincere i discografici a farmene fare degli altri...per quanto mi riguarda, mi piacerebbe moltissimo che l'emozione che io ho provato nello scrivere queste canzoni sia trasmessa intatta alle persone che lo ascoltano...purtroppo, c'è sempre una serie di filtri tra il momento della creazione ed il momento della divulgazione, e questi filtri sono rappresentati da un vestito che può avere la canzone, leggasi arrangiamento..."allora, ho scelto la cosa giusta per comunicare"..."sarà il modo giusto"...e, poi, altra comunicazione...che è quella di avvertire il pubblico che questo disco esiste, che è ascoltabile, e poi cercare di convincerlo che vale la pena di averlo in casa per potersi riprodurre queste emozioni quando si vuole...però, ripeto, la cosa primaria è quella di trasformare una canzone emozionata in una canzone emozionante...

 

Come definiresti il tuo genere musicale?

...ecco, qui, apriamo una parentesi di un paio di settimane, perchè mentre lo spiego cerco di capirlo anch'io...non credo di avere un genere ben preciso, perchè io non sono un musicista canonico, non ho una formazione ben precisa, se non quella di un autodidatta...mi rendo conto che sul mio modo di scrivere canzoni e, di conseguenza, anche sul modo musicale, ha molto influito il fatto che sono un attore ed un autore di cose rappresentabili in prosa, per cui la tendenza è quella di far sì che ogni canzone rimanga un episodio a sè stante, per cui ci sono diversi sapori, ci sono diverse atmosfere musicali ed in fin dei conti questo può essere il mio stile musicale...quello di non averne uno preciso, ma devi cercarlo a seconda dell'argomento della canzone...

 

Quali sono stati i tuoi modelli in campo musicale?

...beh, sicuramente i cantautori...i cantautori francesi...poi, la scuola genovese, vale a dire Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati...tantissimo...e, per una serie di motivi anche Branduardi, con il quale, poi, ho anche realizzato un sogno...che è quello di collaborare con lui e scrivere canzoni insieme e poi...anche qui...sempre un "nonsenso" nei confronti di questa musica, a volte scarna, ma molto legata al "voce - chitarra", atmosfere molto soft...il rock'n'roll...cioè, io passo senza problemi da Ivano Fossati ai Dire Straits, Bruce Springsteen...per cui, ogni tanto, c'è qualche divagazione nel mio modo di scrivere...

 

Cosa ascolti attualmente?

...mah, un po' di tutto...anche perchè, essendo un addetto ai lavori, diciamo così...si può scegliere, o non ascoltare nulla per non essere influenzato o ascoltare tutto per lo stesso motivo...per essere documentato senza essere influenzato...

 

Cosa vuol dire per te il successo?

...mah, il successo vuol dire che...qualche volta si è lavorato bene...si è lavorato bene alle cose che si sono fatte e, nel mio caso, forse questo presuppone un discorso un filino più ampio, mi sono reso conto che sono, in ogni caso, un ricercatore, una persona che va ad investigare delle nuove strade, infatti, tutte le cose che ho fatto, sia nel campo della comicità che nel campo della musica, in qualche modo sono state, forse, precorritrici di qualche...o si è, poi, verificato successivamente o che si verificherà...per cui, per me, il successo è un punto d'incrocio tra la mia strada e il corso degli eventi, io non l'ho mai inseguito come cosa forsennata e credo che la mia vita artistica e la mia carriera lo dimostrino...l'ho sempre incrociato in certi punti...però, è chiaro che uno che segue questo tipo di gestione, questo tipo di necessità più che altro, è soggetto a dei trionfi clamorosi, oppure a dei tonfi altrettanto clamorosi...c'è da dire che, di chi ha scoperto e inventato la penicillina si conosce il momento in cui c'è riuscito, ma tutti gli anni passati a provarci e a riprovarci, e ogni volta trovarsi di fronte al fallimento, è chiaro che nessuno è al corrente e nessuno lo ha vissuto...per cui il successo è la ricompensa di tanti anni di fatiche, in certi casi...

 

Cosa è stata per te la partecipazione a Sanremo?...ci ritorneresti?

...beh, per me, la partecipazione a Sanremo è stata, la prima volta, con Orietta Berti, un "nonsense", proprio tornando a "Bomba" ed è stata una cosa anche piacevole, perchè Orietta Berti, in quel momento, da parte mia, è stato, come dire, puntare un dito su una persona che aveva delle qualità che poi, successivamente, il mondo ha apprezzato per cui...questo mi ha riempito di soddisfazione, a parte il "divertissement" fine a se stesso nel cantare una canzone insieme...per quello che riguarda "Signor Tenente" credo che sia una delle tappe fondamentali della mia vita, perchè quella canzone un pochino la vita me l'ha cambiata...l'anno successivo, partecipai con una canzone molto strana, "L'Assurdo Mestiere" una specie di dialogo con Dio, molto particolare, che, forse, anticipava esageratamente il Giubileo e che, a mio avviso, aveva la stessa valenza, almeno da un punto di vista artistico e, forse, poetico, di "Signor Tenente" con il fatto che, probabilmente, l'argomento era molto più intimista e meno violento e questo poi...c'è anche una piccola nota di polemica...probabilmente, nell'anno successivo dovevo pagare, in un qualche modo, il successo dell'anno precedente...se ci tornerei a Sanremo?...se si verificassero le condizioni, perchè no?

 

L'arte di far ridere ed il cantare...cos'è più difficile?

...sicuramente far ridere...far ridere è uno stato di benedizione mentale che ti porta a sconvolgere talmente tanti parametri nella vita di una persona che, realizzarlo è sempre più difficile, anche perchè, con l'andare del tempo e la maturazione, è sempre più difficile trovare un motivo per ridere...per cui, a volte, è normale che una persona che non sia più un ragazzino, che abbia un tipo di excursus ed un tipo di maturità...qualche volta, la sua malinconia, invece di sconfiggerla ed esorcizzarla con la battuta, magari ha voglia di raccontarla in una canzone...però, le due cose, tutto sommato, sono complementari...posso dire che non potrei ipotizzare la mia vita senza una delle due cose...

 

Il tuo rapporto con Internet?

...il mio rapporto con Internet è molto piacevole, nel senso che, sono un fruitore ma non ne sono schiavo, anche perchè non so navigare nel modo completo...poi, dopo un po' mi vengono le crisi di nervi, quando vedo tutte 'ste scritte..."ccc...web..etc..."...le terminologie...l'URL, il LINK...etc...sul "file" arrivo, ma quando cominciamo con..."questo richiesto...etc..."...allora dico...senti mo'...chiudo il computer, prendo la chitarra, che è una cosa normale, non è neanche elettrica, è acustica e "drin...drin...drin...drin...drin..." e mi illudo di essere un grande chitarrista...

 

Lo guardi e cosa ne pensi del "Grande Fratello"?

...non l'ho mai visto e penso che sia una "cagata" terrificante!...

 

Abbiamo parlato solo di musica...ed il Faletti comico, quello televisivo?...cosa dobbiamo aspettarci?

...mah...devo dire una cosa...se mi è consentito, tramite questo mezzo di fare una considerazione non esageratamente benevola...se la comicità televisiva è quella che ho visto recentemente...non desidero esageratamente, farne parte...io, di mestiere faccio ed ho fatto il comico...ma non lo stupido, e certe cose assolutamente non fanno parte del mio bagaglio e dei miei desideri per cui il Faletti comico e televisivo per il momento rimane nella sua bella naftalina, cercando, se non altro, di non farsi divorare dalle tarme e dalle camole catodiche o non...per quanto riguarda il Faletti comico teatrale sto scrivendo, sto finendo di scrivere questo spettacolo che è legato anche all'uscita del disco...è uno spettacolo che coniuga la comicità e la canzone d'autore, di conseguenza, progetto ambizioso perchè, tutto sommato, non credo che l'abbia mai fatto nessuno, ancor più legandosi al fatto che, la fonte di produzione, di scrittura della parte umoristica è la stessa che ha prodotto le canzoni che, ancora ripeto, non voglio dire impegnate, perchè è un termine obsoleto, ma molto più impegnative e riflessive...questo è quanto e poi, chi può dirlo?...come diceva il Poeta..."...ai posteri l'ardua sentenza..."

 

...quindi...progetti futuri?...

...diventare ricco e famoso e restarlo il più a lungo possibile...