| Un
altro indimenticabile capitolo della saga branduardiana. Domenica 29
aprile, all'inconsueto orario delle 17,30 di un caldo pomeriggio di sole,
Angelo sale sul palco allestito nella piazza di Morciano, un paesino della
Romagna, per un concerto gratuito offerto dal Comune per i mille anni del
santo patrono, San Pier Damiani.
Piazza gremita, un pubblico
eterogeneo di persone del luogo, di turisti, di curiosi. Tantissimi i bambini,
ultima generazione "rovinata dalla fiera dell'est", bambini che,
appena raggiunta l'età della ragione, passeranno direttamente a Marylin
Manson, come ama dire Angelo. Questa volta assistiamo anche alle prove,
spettacolo nello spettacolo, con un Angelo in vena di scherzi e battute...
apprendiamo che presto uscirà un nuovo modello del suo violino elettrico, ma
fatto a forma di violino, non di prosciutto come questo... ma come fa un basso
a chiamarsi Furlanetto? rivolta ad un divertito Stefano Olivati...
Abbastanza puntuale, il
concerto ha inizio... Branduardi sale sul palco e inizia, mentre tra il
pubblico cala il silenzio:
"sono il
trovatore, sempre vado per monti, mari e paesi
ora che sono
giunto qui .... e ho il sole in faccia....
lasciate che
prima di ripartire io canti"
Alla estemporanea e geniale
battuta, dettata da un vero disagio per quel raggio di sole che gli puntava
dritto negli occhi, il pubblico risponde con un applauso divertito e
liberatorio. E poi via con il canovaccio ormai ben collaudato del concerto
dell' "Infinitamente piccolo" che ripercorre la storia di San
Francesco d'Assisi. La partecipazione del pubblico è calda, molti conoscono
le parole e cantano le canzoni, fino ad esplodere quando arrivano i cavalli di
battaglia branduardiani... "alla fiera dell'est", cantata in coro
dal pubblico, "la pulce d'acqua", "cogli la prima mela",
"ballo in fa diesis minore", "vanità di vanità"... la
gente si alza, balla, canta, batte le mani al ritmo suggerito da Davide e
Stefano... fino al commiato finale: Angelo imbraccia la bellissima
chitarra-arpa per l'esecuzione di "Stella matutina" dal libre
Vermeill di Monserrat... perchè, spiega, la musica più bella è la musica
triste, come ben sanno i giapponesi che hanno coniato un'espressione
particolare per descrivere lo stato d'animo che essa genera "serena
malinconia". |