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Concerto a
sfondo ecologista per Branduardi a Parma, nell'ambito del Mese del creato,
promosso dal Centro
di Etica Ambientale,
costituito da Comune di Parma, Diocesi ed Enìa. Teatro dell'evento
l'auditorium "Paganini" realizzato da Renzo Piano, una sorta di
"prova generale" per l'auditorium di Roma, come ci ha spiegato la
gentilissima signorina della reception, onorata ed emozionata per la presenza
di Angelo che le ha risposto: "Cercherò di essere degno della struttura,
farò del mio peggio..." In effetti l'auditorium è molto bello, con due
grandi vetrate dietro e di fronte al palco che si affacciano sul parco e che,
finchè c'è stata ancora luce (il concerto era alle 19.00) ti dava
l'impressione fantastica di essere all'aperto, fra gli alberi dalle chiome
mosse dal
vento.
Favorevole l'impressione di Angelo sul camerino, all'altezza di quelli
tedeschi, mentre cercava il modo di sfuggire al controllo della spia antifumo
sul soffitto, ma credo che poi abbia deciso di fumare
fuori.
Il concerto è iniziato abbastanza puntualmente, abbiamo visto Angelo passare
dietro le quinte sul fondo del parco, per entrare in scena dal lato sinistro,
come fa sempre per scaramanzia ha spiegato al pubblico. Deve avere funzionato
perchè ha dimostrato di essere in grande forma, nonostante il fastidio ad un
occhio residuo di un "incidente" in un precedente concerto, a
Popoli. Come sempre la prima parte è stata dedicata alla lauda, con le
canzoni dell'"Infinitamente piccolo" che la voce narrante di
Branduardi riesce a trasformare nella storia della vita di San Francesco. Ma
è la seconda parte che riserva sempre le cose migliori, questa volta
un'introduzione della Pulce d'acqua con il violino pizzicato e una suggestiva
"La luna" come ultimo bis. E poi le cose alle quali ci ha ormai
abituato, "Alla fiera dell'est" cantata dal pubblico, "Cogli la
prima mela", "Ballo in fa diesis", "Vanità di
vanità", tutte scandite dai nostri battimani (non so quanto a tempo...).
Nei bis, "La donna della sera" e "Confessioni di un
malandrino". Angelo non stanca mai, anche se una punta di invidia per i
fortunati di Isernia che hanno potuto assistere ad un concerto completamente
acustico, a mezzanotte, con il solo Branduardi sul palco, confesso di averla
provata. Non me ne vogliano i bravissimi e simpatici Davide, Leonardo e
Stefano.
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