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C’erano
almeno 5.000 persone a gremire la piazza davanti alla basilica di S.Giovanni
in Laterano, la stessa del concertone romano del 1° maggio. Considerata la
concomitanza di eventi di grande richiamo, la stessa sera c’erano Tiziano
Ferro all’Olimpico e i Metallica al Palalottomatica, un’affluenza
eccezionale, ma ancora più eccezionale è stata l’attenzione che un
pubblico rapito ha dedicato a un concerto di musica antica prima e la calorosa
partecipazione nella seconda parte “rock”, rispondendo all’invito di un
Branduardi in ottima forma e di ottimo umore “adesso tutti batti le mani,
tutti fare casino” con un buffo accento straniero.
Accogliendo
l’invito degli organizzatori, Angelo ha scelto l’ “antica festa di
S.Giovanni” per presentare il nuovo “Futuro antico VI” incentrato sulla
musica della Roma del cinque-seicento, nomi di spicco quello di Johann
Hieronymus Kapsberger, geniale
musicista e compositore tedesco, e del romano Stefano Landi. Un concerto di
musica antica all’aperto è un azzardo non solo per la possibilità di
pioggia, ma anche per il vento che “porta via” il suono degli strumenti
acustici… forse S.Giovanni ha guardato giù, dopo giorni il vento si è
calmato solo la sera del concerto, già durante le prove del pomeriggio le
“mollette da bucato” che ancora oggi, dopo che l’uomo è già andato da
un pezzo sulla luna, sono l’unico mezzo per tenere fermi i fogli degli
spartiti, non bastavano … l’ensemble “Scintille di musica” è
piuttosto numeroso… ed è stato necessario andarne a comprare delle altre
(quando sono andata a salutarlo dopo il concerto ne abbiamo parlato ancora e
Angelo mi ha raccontato di un concerto della London Simphony Orchestra in
onore della principessa Diana a cui partecipò anche Pavarotti, le cui riprese
in mondovisione mettevano in bella mostra la distesa di mollette sui leggii).
Ma veniamo al concerto che, come dicevo, si è svolto in due parti
separate dai fuochi di artificio per dare il tempo di cambiare completamente
il palco che, nella prima metà ha ospitato, per “Futuro antico VI”,
l’ensemble “Scintille di musica” diretta da Francesca Torelli. I
virtuosismi si sono sprecati, la torelli al liuto e alla tiorba ci ha regalato
momenti di grande emozione e così pure il clavicembalo, la ghironda, zaino
ante litteram in cui i pellegrini del medioevo mettevano anche i viveri per il
viaggio, i flauti… e, sopra tutti, un Angelo Branduardi in stato di grazia.
Un repertorio difficile per un pubblico da concerto gratuito di piazza, non il
massimo della motivazione quindi, ma che ha accolto il messaggio e si è
riappropriato di una musica che in fondo gli appartiene, quella dei propri
avi.
Dopo lo
spettacolo pirotecnico, la parte “rock” , “heavy”, come ama definirla
scherzosamente Angelo. Altri strumenti, altri musicisti, i “nostri” Davide
(Ragazzoni) alla batteria, Stefano (Olivato) ai bassi e Leonardo (Pieri) alla
tastiera, fisarmonica, ecc. Ancora l’Infinitamente piccolo, solo qualche
brano però, il Cantico, la Perfetta letizia, il Sultano di Babilonia, e poi
il repertorio classico, la Fiera dell’est cantata insieme al pubblico, Ballo
in fa diesis, la Pulce d’acqua, …. tutto in un crescendo di battimani, di
entusiasmo, di partecipazione attiva della gente. Alla fine, era già
mezzanotte
e mezza, Angelo non ha concesso bis, si è scusato, ha detto: “avrei tanto
voluto fare Confessioni di un malandrino, ma altri sei minuti non li reggo,
sono stanco”
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